Storia del Circolo Nautico Borgo Cappuccini

Equipaggio del 1929
Il 28 agosto del 1927, si corre il secondo Palio ufficiale. Il Borgo, superata la sua batteria, dove addirittura alcuni sostenitori bianco-neri si gettano in acqua vestiti per il risultato ottenuto, accede alla finale. Nella gara non c'è storia. Il Capitan Launaro vira per primo e al ritorno aumenta addirittura il vantaggio sul San Giovanni secondo classificato. Il Borgo chiude in 10'59''. Nel 1928 e '29 arrivano altri due Palii oltre a due gare vinte alla scia da Ottorino Tognaccini nel '28 e Giuseppe Bicchielli, soprannominato “Natalina” in onore a sua madre, nel '29. In quegli anni i bianconeri incorporano il San Carlo,nel 1928 e, l'anno dopo, il Piazza Mazzini. Si decise di fondere questi Club in uno solo: il Borgo Cappuccini. Non aveva senso, infatti, che nello stesso Rione gareggiassero tre equipaggi. Ne bastava uno forte, compatto e vincente. Nel 1930, i bianco-neri subiscono la prima sconfitta ad opera del San Giovanni. Durante la gara però il Capitan Launaro è costretto a ritirare i remi per non cozzare con l'armo del “Portuale” che ha invaso lo specchio d'acqua e a niente vale l'ottimo recupero dei borghigiani che perdono per soli tre secondi. I rispettivi presidenti polemizzano con l'invio di alcune lettere al quotidiano “Il Telegrafo” che puntualmente pubblica. Se il San Giovanni reclama una vittoria giusta, ineccepibile, il Borgo Cappuccini reclama l'impossibilità di aver gareggiato come regolamento prevede. Le polemiche, oltre ai presidenti, scoppiano nei rispettivi rioni ad opera dei tifosi. In occasione delle feste di San Giovanni si decide, per vedere chi dei due equipaggi è realmente il più forte, di organizzare una gara di fondo di otto chilometri con partenza dalla Meloria e arrivo allo scalo Regio proprio davanti alla cantina del San Giovanni. E' la prima coppa Risi'atori anche se gli armi che partecipano son solo due. Vincerà il Borgo alla grande prendendosi una bella rivincita sul San Giovanni. Nel 1931 è ancora vittoria e sempre ai danni dell'ormai irriducibile gozzo azzurro guidato da Ferdinando Andreoni. La regata fu seguita da Costanzo Ciano a bordo del suo motoscafo che applaudì ed esaltò tutti i concorrenti. Ma quello che riportò “La Nazione”, per quanto riguarda la gara alla scia, il giorno dopo, ha veramente del comico e merita riportarla fedelmente:”Nelle scia è Vero Catanzano ad imporsi e a conquistare la sua prima vittoria grazie al fatto che, l'anno prima, Giuseppe Bicchielli, nel trasportare gli amici ad una bevuta col suo gozzo, dopo la seconda vittoria, si era procurato uno strappo alla schiena mai guarito”. Dal 1932, al 1939, ultimo Palio dei rioni nell'anteguerra, il Capitan Launaro, sempre guidato dal Mitico Agìde Carnevali, si aggiudicherà ben sei Palii nei dieci remi arrivando, così, a quota dieci vittorie. A questo punto ci sembra doveroso ricordare coloro che hanno contribuito, nell'anteguerra, a portare trofei e coppe nelle bacheche bianco-nere: i Salvi, i Carnevali, ai Carboni, dai Tognaccini ai Costanzo, Gelli, Malacarne, Bicchielli, Carlesi, Figaro, Launaro, Pitto e tanti altri che con la loro opera di dirigenti e di cantinieri, preparatori o atleti portarono il Borgo sul gradino più alto del podio. Il 20 luglio del 1941, all'età di 66 anni, muore il più grande timoniere-allenatore di tutti i tempi: Agìde Carnevali soprannominato “Napoleone del Palio”. Tutto il Rione e la città intera compiangeranno il grande uomo di mare che tanto ha dato al suo Borgo Cappuccini. Muore l'uomo ma non la sua leggenda che è tutt'ora viva nel mondo del remo labronico. Il corpo di Agìde fu cremato ai “Lupi” come era prassi fra i vecchi risiatori. Nel registro della Società di Cremazione non esiste alcun Agìde, ma solo un Ferruccio, come veniva chiamato in famiglia, le cui ceneri sono finite nel cinerario comune. ADDIO NAPOLEONE. 1951. All'inizio degli anni '50, la città, che ha ancora ben impressi i violentissimi bombardamenti del 1943, ha ancora ben visibili i danni causati da quelle atrocità. Il porto, le fabbriche, il cantiere navale e le altre numerose attività, si stanno riprendendo lentamente. I grandi problemi da affrontare sono molteplici, mancano le case, il lavoro e la miseria regna sovrana. In quelle difficili condizioni, i livornesi, caparbi e indomiti, non vogliono rinunciare, con fierezza e determinazione, al Palio Marinaro resuscitando l'antica tradizione che sembrava morta e sepolta con l'evento della guerra. L'iniziativa è dell'E.N.A.L (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) coadiuvata dalle consulte popolari dei rioni. Vengono rimessi a nuovo sei vecchi gozzi a dieci remi degli anni '30 ritrovati uno addirittura a Cecina, uno nel cantierino del Neri e gli altri sparsi in ogni dove per metà affondati o insabbiati. Vengono invitati a gareggiare i sei rioni storici: Borgo Cappuccini, San Jacopo, Ardenza, Pontino, Venezia e Mercato. Nel Rione bianco-nero fervono i preparativi. Gli abitanti non parlano d'altro, ricordano le gesta di “Napoleone”con la speranza di vedere il loro gozzo vincente come erano abituati prima del conflitto mondiale. La prima cantina, di proprietà di Achille Bassini, vogatore alla scia per il Borgo, viene aperta sugli scali Novi Lena, a due passi dal “rotondino. Come primo presidente viene eletto Arturo Mannucchi. Ex pugile,lo sport gli scorre nel sangue e, la cosa più importante, ama il suo Rione. Sulle fiancate del nuovo dieci remi non ci sarà più il nome del glorioso “Capitan Launaro”, che molti rionali vorrebbero riesumare, ma quello di un altrettanto grande figlio di Borgo: COSTANTE NERI. Così lo ricorda Piero Brizzi: “Fratello di Tito, fin da giovanissimo condivise fortune, pericoli e amarezze con gli altri risicatori. A lui si debbono le gare remiere degli anni venti, nello specchio d'acqua prospiciente i suoi bagni, ora Bagni Fiume. Abile marinaio, entusiasta d'ogni sua impresa, cordiale e generoso con tutti, gli arrideva la vita, ma scomparve ancor giovane. Lo piansero i suoi colleghi, gli amici e tutto il quartiere: Borgo Cappuccini. Con il Palio della ripresa il nome di Costante Neri è tornato a rispecchiarsi su quelle onde verdi e azzurre del nostro mare, da lui solcato col suo giovanile entusiasmo e rimasto nel perenne ricordo della sua città”. Anche per questo la famiglia Neri ha sempre sponsorizzato la Sezione Nautica di Borgo Cappuccini. Come ho scritto in precedenza, per la breve storia bianco-nera nell'anteguerra, dove ho ricordato dirigenti, cantinieri timonieri ecc. ecc. mi sembra doveroso ricordare coloro che hanno portato avanti la gloriosa cantina di Borgo dal primo Palio della ripresa fino ai giorni nostri: Brunello Braccini, Francesco Gemignani, Mauro Tonsa, Giuseppe Tognetti, Enzo Goracci, Alfio Caroti, Ivano Nenci, Egisto Lauri, Luciano Cavalieri, Lido Del Lucchese, Dino Del Corona, Dino Chiavacci, Umberto Cavallini, Antonio, Alessandro, Franco, Vincenzo, Romano, Damiano e Luciano Perullo, Ilio Ageno, Tullio, Ferdinando e Sergio Malacarne, Oscar Figaro, Elio Carnieri, Paolo Petrulla, Marcello Martinelli, Romano Damiani, Tito Mainardi, Umberto Cecchini, Luciano Nepi, Gennaro Ria, Cesare Liperini, Paolo Cantini, Remo Contini, Silvano Russo, Luciano Ciampoli, Alessandro Raugi. Mi scuso per qualche dimenticanza. L'8 settembre, davanti a decine di migliaia di spettatori, sparsi un po' ovunque, si corre il primo Palio. Il Venezia, che corre in quarta boa, e il Borgo, alla boa di terra, sono i favoriti. I due armi scattano in simultanea e danno inizio a un duello che si protrae incertissimo fino al giro di boa dove Figaro Carnevali, effettua una virata troppo stretta mettendo in difficoltà il proprio equipaggio; ne approfitta il Venezia per scattare via verso il traguardo che taglierà vittorioso. Che al timone non c'era più Agìde, rimpianto più che mai, lo avevano visto tutti. Le gradi vittorie del Capitan Launaro sono ormai vecchi ricordi. Ebbe da dire Ivano Neci che fece parte dell'equipaggio del '51: “ Arrivato il giorno del Palio partimmo velocemente e, dopo un interminabile gioco di prue, al giro di boa la gara sembrava ormai vinta. Fu a quel punto che si verificò un fatto inaspettato. Marino Carnevali, il nostro timoniere, quando si accorse che eravamo primi perse la sua tranquillità e si mise letteralmente a piangere (poi ci disse che gli era sembrato di vedere suo padre Agìde al timone del suo gozzo pluristellato). Noi dell'equipaggio, di fronte a quella scena, perdemmo la concentrazione e diminuimmo colpi in acqua e potenza. In quel momento il Venezia riuscì a superarci e poi a vincere”. Il Borgo Cappuccini si consolerà con la vittoria riportata nei quattro remi.

Atleti del Borgo Cappuccini nel 1951

Sponsor ufficiale